LA REGOLA DEL 72 ED IL MIRACOLO DELL’INTERESSE COMPOSTO

Il value investing si focalizza sulla strategia di medio-lungo termine in modo da ottimizzare il lavoro dell’interesse composto, reinvestendo i profitti.

Nella capitalizzazione composta gli interessi si sommano al capitale alla fine di ogni periodo di godimento, creando nuovo capitale sul quale si calcolano di nuovo gli interessi.

Per esempio, otteniamo un rendimento del 12% annuo e reinvestiamo i soldi “maturati”, raddoppiamo il capitale in 6 anni, tasse escluse.

Perché la regola del 72? Facciamo 72 diviso il tasso di ritorno composto ed otteniamo il numero degli anni necessari per raddoppiare il capitale.

Non è altro che un trucco per facilitare il calcolo invece di utilizzare le seguenti regole classiche dell’interesse composto:

M= C x (1 + i)ᵗ

V= C (M) / (1 + i) ᵗ

Tasso riferito ad un centesimo di Euro (12%= 0,12)

Mentre nella capitalizzazione semplice gli interessi maturano sempre sul capitale iniziale, indipendentemente dai periodi di godimento, non viene preso in considerazione il reimpiego dei frutti:

M= C x (1 + i x t)

V= C (M) / (1 + i x t)

Tasso riferito ad un centesimo di Euro (12%= 0,12)

La seguente tabella illustra il miracolo dell’interesse composto nel raddoppiare il capitale.

TASSO DI RENDIMENTO % ANNUONUM. ANNI X RADDOPPIARE IL CAPITALE CON CAP. SEMPLICENUM. ANNI X RADDOPPIARE IL CAPITALE CON CAP. COMPOSTA
5%2014,4
10%107,2
12%8,336
15%6,664,8
20%53,6
25%42,08
50%21,44

-L’EFFETTO GREGGE CHE SPINGE GLI INVESTITORI A MUOVERSI NELLA STESSA DIREZIONE E’ SPESSO DELETERIO. PROVARE AD ANDARE CONTRO CORRENTE PU0’ RISERVARE DELLE PIACEVOLI SORPRESE. (art. milano finanza del 19 giugno 2010)

Nella finanza comportamentale, la scienza che studia il rapporto tra emozioni e denaro, esiste un fenomeno che è noto come effetto gregge.

Si tratta di un meccanismo che in certe occasioni spinge un individuo a seguire il gruppo e quindi a replicare quello che fanno gli altri.

Tanto più il gruppo è compatto e l’emotività in gioco è alta, tanto più il comportamento del singolo segue in modo naturale quello di tutti gli altri senza quasi rendersene conto.

L’effetto gregge è uno dei fenomeni che impattano maggiormente sui mercati finanziari perché questa tendenza a muoversi tutti nella stessa direzione porta spesso a distorsioni.

In pratica si compra quando si dovrebbe vendere come, ad esempio, dimostra il boom dei mercati nel momento della bolla internet del 2000 quando non comprare un titolo tecnologico significava essere considerato fuori moda (tutti ricordano poi com’è andata a finire).

Oppure, al contrario, si vende quando si dovrebbe comprare come capita di frequente quando la negatività della collettività prende il sopravvento e le emozioni guidano le scelte.

In questi casi si commette spesso un errore di valutazione e si corre il rischio di perdere delle opportunità.

Per la maggioranza dei risparmiatori risulta quindi molto più facile salire su un treno già affollato (un titolo o un mercato in forte rialzo), piuttosto che su un treno quasi vuoto e apparentemente lento (un titolo o un mercato stabile o in ribasso).